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Migliorare il proprio posizionamento su Google (e di conseguenza il traffico al sito) è un’attività per cui non esistono scorciatoie o trucchi.

Occorre semplicemente competenza, esperienza e, nella maggior parte dei casi, un budget da destinare all’attività che venga investito in maniera focalizzata e continua per:

  • Sistemare la configurazione tecnica del proprio sito
  • Identificare nuove opportunità di contenuto per cui posizionarsi o migliorare il ranking
  • Migliorare le performance delle proprie pagine

Questo post vuole essere il primo di una serie che presenta alcuni interventi che è possibile mettere in pratica in tempi relativamente brevi con l’obiettivo di ottenere un risultato positivo in termini di performance SEO.

Identificare e correggere errori di scansione

Uno dei modi più rapidi per intervenire positivamente sul SEO del proprio sito è quello di identificare in che modo i motori di ricerca accedono alle pagine ed agire strategicamente qualora si presentino opportunità da sfruttare.

Affrontiamo qui 3 problemi comuni che possono presentarsi in termini di crawling e che, se opportunamente gestiti, possono essere sfruttati a proprio vantaggio:

  • Pagine 404 con link da siti esterni
  • Pagine re-indirizzate attraverso redirect temporanei (302)
  • Catene di redirect

Errori 404

E’ piuttosto comune che Google rilevi, quando accede ad un sito, alcune URL che riportano a del contenuto che non viene trovato, per cui il webserver risponde cioè con status http ‘404’.

Questo tipo di errori, mano a mano che vengono rilevati dal motore, vengono riportati in Search Console all’interno di un apposito report, da cui si può comodamente estrarre un campione in formato Excel o csv.

Di per sé un incremento di errori 404 rilevati da Google non rappresenta un problema lato SEO, quanto piuttosto una mancata opportunità.

Questo si verifica in particolar modo quando esistono link da siti esterni (backlink) che puntano a pagine 404 o le pagine 404 stesse sono molto linkate internamente al sito.

In contesti particolarmente complessi possono infatti esistere centinaia (se non migliaia) di URL 404 che ricevono un interessante numero di link da siti esterni o che, per le ragioni più diverse, presentano un numero importante di link in entrata da altre pagine del sito stesso.

Queste URL, una volta redirezionate con http status 301, trasferiranno parte del valore SEO dei loro link in ingresso alla pagina di destinazione del redirect, rappresentando una concreta opportunità di ‘rafforzamento’ per quest’ultima.

  • Per verificare quanti e quali link da siti esterni abbiano le pagine 404 è sufficiente utilizzare un tool per l’analisi dei backlink.
  • Majestic consente, ad esempio, di estrarre questo dato già filtrato per tipologia di pagina (404) dal tab ‘pages’ del pannello di analisi relativo a ciascun dominio.

Pagine reindirizzate con Redirect 302

I redirect di tipo temporaneo (http status 302), se usati al posto dei molto più comuni ed efficaci redirect 301 (che indicano invece lo spostamento permanente di una risorsa ad un’altra location), possono causare diversi problemi al SEO di un sito.

Come trovare redirect 302:

  • Effettuare una scansione del sito attraverso un crawler (es. Screaming Frog SEO Spider)
  • Raccogliere tutte le url conosciute del sito che possono non venire rilevate da una scansione utilizzando le fonti a disposizione (Es. Search Console, Sitemap XML, indice Google ecc.)
  • Aggiungere questa seconda selezione al nostro campione originale e identificare eventuali URL che presentano redirect 302

Valutare l’opportunità di sostituire un redirect 302 con un redirect 301 può non sempre essere semplice.

Esistono infatti casistiche (poche) in cui, anche dal punto di vista SEO, l’utilizzo di redirect 302 invece che redirect 301 può rappresentare una soluzione accettabile (in alcuni casi addirittura consigliata).

Prima di intervenire con i propri sviluppatori e richiedere una modifica del codice del redirect è quindi buona norma identificare il caso in oggetto e comprendere le effettive ragioni dell’implementazione del redirect 302.

Catene di redirect

Le catene di redirect sono una casistica piuttosto comune quando si effettuano cambiamenti strutturali importanti ad un sito (cambio di design, migrazione di webserver ecc..).

Si tratta in sostanza di loop di re-indirizzamento che costringono il motore di ricerca a seguire un percorso molto più articolato del normale per arrivare alla pagina di destinazione che ha richiesto (e in alcuni casi di non arrivarci mai).

Anche le catene di redirect sono identificabili abbastanza rapidamente attraverso una scansione del sito e la loro risoluzione (spesso semplicemente cambiando la destinazione di uno o più link interni) può portare benefici importanti in termini di crawling, specialmente su siti di dimensioni considerevoli.

In conclusione

Quando si tratta di errori di scansione il migliore approccio possibile lato SEO è quello di valutare, per ciascun errore, il numero di casistiche riscontrate e rapportarlo successivamente al numero totale di URL del sito che si sta analizzando.

Maggiore è la percentuale sul totale maggiori saranno le probabilità che l’errore rappresenti un ambito di intervento ad alta priorità e che correggerlo possa apportare benefici significativi dal punto di vista SEO.