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Quasi tutte le attività online devono oggi moltissimo all’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Google è di gran lunga la più elevata sorgente di traffico per qualsiasi impresa con un sito Internet e, sebbene il panorama della ricerca online sia in costante evoluzione, la fiducia degli utenti nei risultati “naturali” dei motori non accenna a diminuire.

In questo contesto fare SEO è fondamentale per qualsiasi impresa e, in particolare, per startup e aziende in fase di avvio, per cui l’ottimizzazione per i motori di ricerca rappresenta oggi, tra le altre cose:

  • Un modo scalabile, misurabile e dall’elevato ROI per acquisire nuovi utenti
  • la modalità meno invasiva per entrare in contatto con nuovi potenziali clienti e coprire efficacemente ogni fase del funnel di acquisto, sia in ambito B2B che B2C
  • Un modo efficace di costruirsi una buona reputazione online incrementando la brand awareness nei confronti di potenziali investitori e clienti.
  • Un modo per verificare, identificare (ed eventualmente qualificare) la domanda relativamente al prodotto o servizio offerto (se già esistente) e come essa viene espressa dal pubblico target

Ho voluto in questo articolo riassumere i modi principali attraverso cui le startup possono guardare al SEO in relazione ai propri obiettivi di business.

Il testo è suddiviso in 5 parti principali a cui trovate i link diretti qui di seguito.
Se volete invece condividere esperienze o semplicemente fare qualche domanda vi invito ad utilizzare i commenti in coda.

Quale SEO per quale Startup

La vera “forza” del SEO è quella di essere una tecnica di marketing estremamente rispettosa nei confronti dell’utente.

A differenza ad esempio della pubblicità su LinkedIn, Facebook o YouTube, con cui si cerca di “catturare” l’attenzione delle persone mentre queste stanno facendo tutt’altro, obiettivo di un’attività SEO è intercettare gli utenti attraverso Google nel momento stesso in cui essi cercano qualcosa sui prodotti o servizi che offriamo, senza pagare il motore di ricerca per la visita generata.

Ottenere questo tipo di risultato non è però banale, ed implica sempre la messa a punto di un approccio strategico che tenga conto, a seconda del mercato, degli obiettivi e della tipologia di business, di diversi aspetti, tra cui:

  • Ambiente esterno, presenza di competitor e opportunità di differenziazione
  • Domanda di mercato e opportunità di posizionamento attraverso la produzione e ottimizzazione di contenuto
  • Configurazione SEO tecnica del sito e accessibilità per Google
  • Capacità e possibilità interna di organizzazione e promozione del contenuto

Ognuno di questi aspetti richiede un’attenzione specifica e specialistica, e spesso l’allocazione di un budget dedicato.

Definire un’area su cui focalizzare gli sforzi lato SEO è quindi fondamentale quando si parla di SEO per Startup, dove la velocità di pensiero ed esecuzione è particolarmente importante, il budget spesso limitato e la necessità di investire nelle aree che possono portare maggiori benefici incredibilmente strategico.

Mentre per alcune tipologie di business con siti Internet dalle caratteristiche molto specifiche sarà dunque consigliabile focalizzarsi sul SEO tecnico (è il caso – ad esempio – di E-commerce, comparatori, marketplace o siti di news), per altre potrà essere invece più opportuno concentrarsi – ad esempio – su strategie legate alla produzione e ottimizzazione di contenuto (è il caso ad esempio di siti B2B e SaaS di vario genere).

Indipendentemente da quale sia il modello di business esistono tuttavia alcuni obiettivi generali per il cui conseguimento l’ottimizzazione per i motori di ricerca può essere molto utile alle Startup.

Identificare e qualificare la domanda di mercato

Il modo in cui le persone cercano su Google prodotti e servizi può rappresentare una modalità molto interessante per comprendere – ad esempio – la portata della domanda di mercato e come essa venga espressa dal nostro potenziale cliente in relazione a ciò che la nostra Startup offre.

Ogni ricerca su Google viene infatti registrata e contestualizzata (Luogo, Dispositivo, Lingua, etc.) dal motore di ricerca. Raccogliere dati su queste ricerche ed analizzare come esse vengono espresse in un certo ambito diventa una sorta di ricerca di mercato che fotografa come gli utenti si muovono sul motore di ricerca.

Alla base di questo processo c’è quella che – in termini SEO – viene comunemente definita Keyword Research, ovvero il processo di identificazione, selezione e valutazione di parole chiave idonee per essere il target di un’attività SEO, e nello specifico, per rappresentare la base per l’ottimizzazione o la creazione di contenuto che abbia possibilità di posizionarsi su Google e di generare traffico qualificato ed utile agli obiettivi di marketing aziendale.

Attraverso una efficace Keyword Research è possibile raccogliere, aggregare ed analizzare dati qualitativi e quantitativi allo scopo di identificare, quantificare e qualificare la domanda esistente ed orientare la futura strategia SEO rispondendo a domande come:

  • In che modo il mio pubblico target cerca su Google informazioni sui miei prodotti o servizi?
  • Come esprime queste ricerche?
  • Quali sono le categorie merceologiche più ricercate o le tipologie di servizio per cui esiste maggiore domanda?
  • Dove esistono maggiori opportunità di posizionamento?
  • Quale è il potenziale SEO del mio sito in relazione al mercato e alla competizione?

Per svolgere un’efficace Keyword research e dare una risposta a queste e molte altre domande è possibile seguire un processo che vado di seguito a delineare in una sua forma base.

Brainstorming

In questa fase è semplicemente necessario pensare alle parole che potrebbero essere cercate su Google dal nostro utente target per cercare informazioni più o meno dettagliate riguardo al nostro prodotto o servizio e provare, se possibile, a classificarle sulla base di macro argomenti e della tipologia di intento di ricerca che potrebbe esservi associato (transazionale vs. informativo ad esempio).

Ricerca e raccolta dati

Una volta identificati i macro-argomenti su cui focalizzarsi sarà opportuno fare ricorso ad alcuni strumenti disponibili sul mercato per espandere tematicamente e numericamente le nostre keyword e raccogliere tutti i dati disponibili che possono risultare utili alla nostra analisi .
Tra i tool più comuni a disposizione a questo scopo:

Elaborazione e analisi

I dati raccolti potranno poi essere classificati su base qualitativa (per esempio raggruppati in categorie o aree tematiche), ulteriormente espansi (attraverso – ad esempio – la raccolta di altre metriche e dimensioni utili all’analisi) oppure semplicemente analizzati in relazione all’ambiente esterno, alla competizione, ecc..

Una valutazione professionale di quello che è il panel di keyword raccolte e la base dati a disposizione può fornire preziosissimi insights di marketing relativi alle abitudini di ricerca degli utenti target su Google e rappresentare una vera e propria analisi della domanda online relativamente al prodotto o servizio della nostra Startup, aiutandoci così a identificare opportunità e limiti del mercato.

Impostare un processo scalabile di acquisizione utenti

Sia che si tratti di difficoltà legate alla mancanza di domanda di mercato per i propri prodotti o servizi che a valutazioni errate in termini di pricing o cashflow, secondo un’analisi svolta da CB insights gran parte delle ragioni per cui una Startup fallisce nei primi anni di vita è riconducibile all’area dell’acquisizione clienti o del costo legato alla loro acquisizione.

Impostare una strategia SEO scalabile che consenta al nostro prodotto o servizio di incontrare direttamente la domanda di mercato espressa dai potenziali clienti in diverse fasi del ciclo di acquisto può rappresentare – a questo proposito – un vantaggio competitivo davvero importante.

Vediamo come è possibile passo per passo.

Identificare competizione e keyword

Nel caso abbiate – ad esempio – lanciato un’avventura imprenditoriale in un contesto per il quale esiste già una domanda di mercato esiste anche un modo in cui questa domanda viene espressa in forma di ricerca su Google.

Potenziali clienti stanno probabilmente già cercando qualcosa riguardo il prodotto o servizio che vendete e diventa strategico e particolarmente importante capirne il modo.

Attraverso tool come SEMrush o Sistrix è a possibile analizzare le strategie SEO dei vostri principali competitor, identificare i termini e gli argomenti per cui vengono cercati e trovati dai consumatori e valutare in maniera quantitativa e qualitativa le migliori opportunità di posizionamento organico per il proprio business.

E’ poi possibile analizzare i dati raccolti per identificare metriche e dati che possano dirci – dal punto di vista SEO – quali termini o quali argomenti rappresentino le migliori opportunità per la nostra Startup.

Come classificare le keyword raccolte:

  • Numero di ricerche annuali
  • Indice che sintetizzi la difficoltà di posizionamento (può variare da strumento a strumento)
  • Intento di ricerca dell’utente (informativo? transazionale?)

Produrre contenuto rilevante (sulla base dell’intento di ricerca)

Identificate quello che il vostro buyer ideale cerca su Google e producete contenuti di qualità cercando il più possibile di rispondere alle domande che pone in maniera esaustiva e completa.

Implementare una strategia di content marketing data driven basata sui motori di ricerca rappresenta forse ad oggi il modo dal miglior rapporto costo / beneficio e dalla maggiore scalabilità per entrare in contatto con nuovi utenti e potenziali buyer.

Assicurarsi che Google ne sia informato

Uno step importante parallelo a quello della produzione di contenuto sta nell’assicurarsi di “comunicare” correttamente a Google la sua esistenza, verificando che il motore riesca ad accedere correttamente e nei giusti tempi a tutto quello che volete venga indicizzato.

Spargere la voce

Last but not least, promuovete il vostro contenuto su tutti i canali (rilevanti) possibili.
Partite dalle piattaforme social su cui avete controllo diretto e continuate con un’attivita di digital PR che vi consenta di ottenere copertura (e magari backlink) su testate online del vostro stesso segmento di mercato.

Più sarete abili nel promuovere il vostro contenuto più gli effetti in termini di traffico generato dai motori di ricerca saranno significativi.

Costruirsi una reputazione online (e tenerla sotto controllo)

Incrementare la brand awareness e prevenire possibili problematiche legate alla reputazione online della vostra azienda sono entrambi obiettivi per il cui raggiungimento la SEO può svolgere un ruolo strategico fondamentale.

La reputazione online del brand si riferisce all’opinione che gli utenti hanno della vostra Startup, migliorabile soprattutto grazie al posizionamento del vostro sito o dei contenuti da voi realizzati sulla SERP Google, sia per ricerche ‘branded’ quanto ‘unbranded’.

Ma cosa può fare una startup per raggiungere questi obiettivi?
Sostanzialmente due cose:

  • Fare leva sugli asset proprietari
  • Fare leva su altri asset online

Ottimizzare (e promuovere) il proprio contenuto

Lavorare sull’ottimizzazione del proprio contenuto è senz’altro il primo passo per riuscire a fare risaltare le proprie pagine tra i risultati di Google con informazioni pertinenti riguardo al brand o ai servizi / prodotti che offre.
Avete più di una pagina sul sito che parla della vostra azienda (per esempio la homepage, una pagina ‘about’ e una pagina con mission e valori)? Cercate di ottimizzarle tutte per ricerche legate al vostro brand, in modo da occupare uno spazio maggiore tra i risultati di ricerca Google con media ‘proprietari’ quando qualcuno cerca il nome della vostra azienda.

Una ricerca focalizzata di parole chiave nel proprio mercato per cui posizionarsi, un corretto utilizzo delle principali tecniche di ottimizzazione on-page, una diffusione e promozione mirata del proprio contenuto sono tutte attività chiave per guadagnare e mantenere visibilità sui motori di ricerca per termini strategici.

Fare leva su altri asset online

Assicuratevi, anche, che i risultati iniziali sul motore di ricerca siano positivi e coerenti con l’idea che volete trasmettere. Se al primo posto appaiono annunci negativi, la vostra brand reputation ne risentirà. Certamente non potete impedire tale evenienza, ma è vostro compito fare in modo che i contenuti da voi prodotti vengano visualizzati per primi sulla SERP.

Ottimizzare pagine e profili aziendali su social network e siti diversi dal vostro rappresenta un’ottima opportunità per migliorarne il posizionamento su Google per termini legati al vostro brand e mantenere il controllo su quello che viene visualizzato dall’utente in fase di ricerca.

Siti che godono di un buon ‘trust’ da parte di Google.

Una volta ottimizzate queste pagine potreste – ad esempio – sviluppare una strategia di linking tra le vostre proprierties per valorizzarle ulteriormente ed incrementarne rilevanza e posizionamento per ricerche legate al nome della vostra azienda

Conclusioni

Per una startup un’efficace strategia SEO si può trasformare in un incredibile vantaggio competitivo, che le consentirà di guadagnare posizioni e visibilità sui motori di ricerca per termini e ricerche di rilievo per il suo consumatore target.

Intercettare ed entrare in contatto con questo tipo di utenti significa puntare un riflettore sull’attività creata, incrementarne e gestirne la reputazione nei confronti di un bacino di utenti strategico e posizionarsi, dove possibile, come leader della propria nicchia di mercato.

Un aiuto considerevole, insomma, per aiutare la vostra Startup ad acquisire la notorietà di cui ha bisogno.



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